n questa parte del sito trovate le notizie e le
"consulenze" dell'Associazione
Italiana Genitori"
L'A.Ge. - Associazione Italiana Genitori, fondata nel 1968, è la Federazione nazionale delle associazioni dei genitori. Le associazioni locali A.Ge. raccolgono gruppi di genitori volonterosi che, ispirandosi ai valori della Costituzione italiana e all'etica cristiana, intendono partecipare alla vita scolastica e sociale per fare della famiglia un soggetto politico. Le associazioni A.Ge. locali sono collegate in associazioni o delegazioni provinciali e regionali e sono federate nell'Associazione nazionale. Ogni Associazione è formata da volontari che promuovono una rete di solidarietà tra i genitori e partecipano alla vita del territorio, a partire dalla scuola. Così l'A.Ge. di livello comunale cura i rapporti con le scuole, le parrocchie, il Comune, le radio e la stampa locale; a livello provinciale e regionale i referenti sono le Amministrazioni, gli organi scolastici territoriali, e l’opinione pubblica. A livello nazionale l’A.Ge è una presenza rappresentativa delle esigenze delle famiglie presso le istituzioni amministrative e politiche (Commissioni parlamentari, Ministeri ecc.) In particolare l'A.Ge. fa parte: del Forum Nazionale dei Genitori e della Scuola (FoNaGS) della Commissione per la famiglia presso il Ministero per la Famiglia e la Solidarietà Sociale; del Consiglio consultivo degli utenti radiotelevisivi presso il Garante, istituito dalla legge 223/90. Allo scopo di organizzare un soggetto politico forte ed incisivo, l'A.Ge. ha partecipato, assieme a varie associazioni e movimenti di ispirazione cristiana, alla costituzione del "Forum delle associazioni familiari", un organismo che ha messo a punto un "cartello" per una nuova politica sociale e familiare. L'A.Ge. nazionale cura i rapporti con la Conferenza Episcopale Italiana, soprattutto con gli uffici per la pastorale della famiglia, dell’educazione e delle comunicazioni sociali. Con altre 12 associazioni di educatori ha dato vita al "Coordinamento per la Comunicazione" (COPERCOM), un soggetto politico che si confronta con gli operatori della comunicazione e con le Istituzioni. L'A.Ge. dispone di un suo sistema di informazione stampa costituito da: A.Ge. STAMPA: periodico di informazione e documentazione. Inoltre l'A.Ge. prepara inserti speciali su riviste settimanali e mensili.
Organi Collegiali
La scuola italiana si avvale di organi di
gestione, rappresentativi delle diverse
componenti scolastiche, interne ed esterne
alla scuola, come, ad esempio, studenti e
genitori.
Questi organismi a carattere collegiale sono
previsti a vari livelli della scuola (classe,
istituto) e del territorio (distretto,
provincia e nazionale).
I componenti degli organi collegiali vengono
eletti dai componenti della categoria di
appartenenza; i genitori che fanno parte di
organismi collegiali sono, pertanto, eletti
da altri genitori.
La funzione degli organi collegiali è diversa
a seconda dei livelli di collocazione: è
consultiva e propositiva a livello di base
(consigli di classe e interclasse), è
deliberativa ai livelli superiori (consigli
di circolo/istituto, consigli provinciali).
Il regime di autonomia scolastica accentua la
funzione degli organi collegiali che
dovranno, conseguentemente, essere riformati
per corrispondere alle nuove esigenze della
scuola autonoma.
La riforma degli organi collegiali per il
governo della scuola è affidata
all'approvazione di appositi disegni di legge
presentati in Parlamento.
Consigli di classe
I genitori possono far parte, se eletti, dei
consigli di classe (consigli di interclasse
nella scuola primaria e di intersezione nella
scuola dell'infanzia).
Tutti i genitori (padre e madre) hanno
diritto di voto per eleggere loro
rappresentanti in questi organismi. È diritto
di ogni genitore proporsi per essere eletto.
L'elezione nei consigli di classe si
svolge annualmente,
mentre per i consigli di circolo/istituto si
svolge ogni triennio.
Il consiglio di classe si occupa
dell'andamento generale della classe, formula
proposte al dirigente scolastico per il
miglioramento dell'attività, si esprime su
eventuali progetti di sperimentazione,
presenta proposte per un efficace rapporto
scuola-famiglia.
Consigli di Classe, di intersezione, di interclasse
Consiglio di intersezione Scuola materna: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle sezioni interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui delegato. Consiglio di interclasse Scuola elementare: tutti i docenti e un rappresentante dei genitori per ciascuna delle classi interessate; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui delegato. Consiglio di classe Scuola media: tutti i docenti della classe e quattro rappresentanti dei genitori; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui delegato. Scuola secondaria superiore: tutti i docenti della classe, due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli studenti; presiede il dirigente scolastico o un docente, facente parte del consiglio, da lui delegato.Il Consiglio di intersezione, quello di interclasse e di classe, hanno il compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e a iniziative di sperimentazione nonché quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. Fra le mansioni del consiglio di classe rientra anche quello relativo ai provvedimenti disciplinari a carico degli studenti.
Consiglio di Circolo e il Consiglio d'istituto
Consiglio di circolo Circoli didattici: il consiglio di circolo, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 dei genitori degli alunni, il dirigente scolastico; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario e 8 rappresentanti dei genitori degli alunni, il dirigente scolastico; il consiglio di circolo è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni. La Giunta esecutiva è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da 2 genitori. Di diritto ne fanno parte il dirigente scolastico, che la presiede, e il direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta stessa. Consiglio d'IstitutoScuola media: il consiglio di istituto, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 dei genitori degli alunni, il dirigente scolastico; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,8 rappresentanti dei genitori degli alunni, il dirigente scolastico; il consiglio d'Istituto è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni. La Giunta esecutiva è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da 2 genitori. Di diritto ne fanno parte il dirigente scolastico, che la presiede, e il direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta stessa. Scuola secondaria superiore: il consiglio di istituto, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 3 dei genitori degli alunni, 3 degli alunni, il dirigente scolastico; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 4 dei genitori degli alunni, 4 degli alunni, il dirigente scolastico; il consiglio d'Istituto è presieduto da uno dei membri, eletto tra i rappresentanti dei genitori degli alunni. La Giunta esecutiva è composta da un docente, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario, da un genitore e da uno studente. Di diritto ne fanno parte il dirigente scolastico, che la presiede, e il direttore dei servizi generali e amministrativi che ha anche funzioni di segretario della giunta stessa.
Le funzioni del Consiglio di Circolo e d'istituto
Il
consiglio di circolo o di istituto
elabora e adotta gli indirizzi generali e
determina le forme di autofinanziamento della
scuola; delibera il bilancio preventivo e il
conto consuntivo e stabilisce come impiegare
i mezzi finanziari per il funzionamento
amministrativo e didattico. Spetta al
consiglio l'adozione del regolamento interno
del circolo o dell'istituto, l'acquisto, il
rinnovo e la conservazione di tutti i beni
necessari alla vita della scuola, la
decisione in merito alla partecipazione del
circolo o dell'istituto ad attività
culturali, sportive e ricreative, nonché allo
svolgimento di iniziative assistenziali.
Fatte salve le competenze del collegio dei
docenti e dei consigli di intersezione, di
interclasse, e di classe, ha potere
deliberante sull'organizzazione e la
programmazione della vita e dell'attività
della scuola, nei limiti delle disponibilità
di bilancio, per quanto riguarda i compiti e
le funzioni che l'autonomia scolastica
attribuisce alle singole scuole. In
particolare adotta il
Piano dell'offerta formativa
elaborato dal collegio dei docenti. Inoltre
il consiglio di circolo o di istituto indica
i criteri generali relativi alla formazione
delle classi, all'assegnazione dei singoli
docenti, e al coordinamento organizzativo dei
consigli di intersezione, di interclasse o di
classe; esprime parere sull'andamento
generale, didattico ed amministrativo, del
circolo o dell'istituto, stabilisce i criteri
per l'espletamento dei servizi amministrativi
ed esercita le competenze in materia di uso
delle attrezzature e degli edifici
scolastici. La
Giunta esecutiva
prepara i lavori del consiglio di circolo o
di istituto, fermo restando il diritto di
iniziativa del consiglio stesso, e cura
l'esecuzione delle relative delibere. Come
previsto dal
Decreto Interministeriale n. 44
dell'1 febbraio 2001, art.2, comma 3, entro
il 31 ottobre ha il compito di proporre al
Consiglio di circolo/istituto il programma
delle attività finanziarie della istituzione
scolastica, accompagnato da un'apposita
relazione e dal parere di regolarità
contabile del Collegio dei revisori. Nella
relazione, su cui il consiglio dovrà
deliberare entro il 15 dicembre dell'anno
precedente quello di riferimento, sono
illustrati gli obiettivi da realizzare e
l'utilizzo delle risorse in coerenza con le
indicazioni e le previsioni del Piano
dell'offerta formativa, nonché i risultati
della gestione in corso e quelli del
precedente esercizio
finanziario.
Le Assemble dei Genitori
I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea tra di loro per discutere di problemi che riguardino aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentante dai propri figli. Le assemblee possono essere di singole classi o di istituto. Hanno titolo a convocare l'assemblea dei genitori i rappresentanti di classe eletti nei consigli di classe, dandone preventiva informazione al dirigente (con indicazione specifica degli argomenti da trattare) e chiedendo l'uso dei locali scolastici. Alle assemblee possono partecipare con diritto di parola il dirigente e i docenti della classe. Le assemblee dei genitori possono anche essere convocate dai docenti della classe. Riferimenti normativi: art. 12 del D.lgs 297/1994 e art. 15 del D.lgs 297/1994
Normativa di riferimento
Roma, 1 febbraio 2001
Regolamento concernente le
"Istruzioni generali sulla gestione
amministrativo-contabile delle istituzioni
scolastiche"
IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE di
concerto con IL MINISTRO DEL TESORO, DEL
BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
VISTO
l'articolo 21 della legge 15 marzo 1997,
n. 59
e, in particolare, i commi 1, 5 e 14;
VISTO
il decreto del Presidente della Repubblica 18
giugno 1998, n.233;
VISTO
il decreto del Presidente della Repubblica 8
marzo 1999, n.275, concernente il regolamento
in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche;
VISTO
il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, come integrato dal decreto legislativo 6
marzo 1998, n. 59;
VISTO
il
decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297;
VISTO
il regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 e
successive modificazioni e
integrazioni;
VISTO
il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 e
successive modificazioni e
integrazioni;
VISTA
la legge 25 giugno 1999, n. 208, in
particolare l'articolo 1, comma 3;
VISTA
la legge 3 aprile 1997, n.94;
VISTA
la legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modificazioni;
VISTO
il decreto legislativo 7 agosto 1997, n.
279;
VISTA
la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modificazioni;
VISTO
il decreto legislativo 30 luglio 1999,
n.286;
UDITO
il parere del Consiglio Nazionale della
Pubblica Istruzione reso in data 5 ottobre
2000;
UDITO
il parere del Consiglio di Stato, reso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi
nell'adunanza del 23 ottobre 2000;
VISTA
la comunicazione al Presidente del Consiglio
dei Ministri, inviata a norma del comma 3
dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988,
n.400, con nota n. 9746 del 2 novembre
2000;
ADOTTAil
seguente regolamento
REGOLAMENTO CONCERNENTE LE ISTRUZIONI
GENERALI SULLA GESTIONE
AMMINISTRATIVO-CONTABILE DELLE ISTITUZIONI
SCOLASTICHE
TITOLO I
GESTIONE FINANZIARIA
CAPO I
PRINCIPI E PROGRAMMA ANNUALE
Art. 1
(Finalità e principi)
1. Il presente decreto detta le istruzioni
generali sulla gestione
amministrativo-contabile delle istituzioni
scolastiche cui è stata attribuita
personalità giuridica ed autonomia a norma
dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997,
n. 59, e del decreto del Presidente della
Repubblica 18 giugno 1998, n. 233. 2. Le
risorse assegnate dallo Stato, costituenti la
dotazione finanziaria di istituto sono
utilizzate, a norma dell'articolo 21, comma
5, della legge n. 59 del 1997 e dell'articolo
6, comma 3 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 233 del 1998, senza altro
vincolo di destinazione che quello
prioritario per lo svolgimento delle attività
di istruzione, di formazione e di
orientamento proprie dell'istituzione
interessata, come previste ed organizzate nel
piano dell'offerta formativa (P.O.F.), nel
rispetto delle competenze attribuite o
delegate alle regioni e agli enti locali
dalla normativa vigente. Le istituzioni
scolastiche provvedono altresì all'autonoma
allocazione delle risorse finanziarie
derivanti da entrate proprie o da altri
finanziamenti dello Stato, delle regioni, di
enti locali o di altri enti, pubblici e
privati, sempre che tali finanziamenti non
siano vincolati a specifiche
destinazioni.
Art. 2
(Anno finanziario e programma
annuale)
1. L'esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre; dopo tale termine non possono essere effettuati accertamenti di entrate ed impegni di spesa in conto dell'esercizio scaduto. 2. La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si esprime in termini di competenza ed è improntata a criteri di efficacia, efficienza ed economicità e si conforma ai principi della trasparenza, annualità, universalità, integrità, unità, veridicità. E' vietata la gestione di fondi al di fuori del programma annuale fatte salve le previsioni di cui all'articolo 20 e all'articolo 21. 3. L'attività finanziaria delle istituzioni scolastiche si svolge sulla base di un unico documento contabile annuale - di seguito denominato "programma" - predisposto dal dirigente scolastico - di seguito denominato "dirigente" - e proposto dalla Giunta esecutiva con apposita relazione e con il parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori, entro il 31 ottobre, al Consiglio d'istituto o di circolo, di seguito denominati "Consiglio di istituto". La relativa delibera è adottata dal Consiglio d'istituto entro il 15 dicembre dell'anno precedente quello di riferimento, anche nel caso di mancata acquisizione del predetto parere del collegio dei revisori dei conti entro i cinque giorni antecedenti la data fissata per la deliberazione stessa. 4. Nella relazione sono illustrati gli obiettivi da realizzare e la destinazione delle risorse in coerenza con le previsioni del piano dell'offerta formativa (P.O.F.) e sono sinteticamente illustrati i risultati della gestione in corso alla data di presentazione del programma, rilevati dalle schede di cui al comma 6, e quelli del precedente esercizio finanziario. 5. Nel programma sono indicate tutte le entrate, aggregate secondo la loro provenienza nonché gli stanziamenti di spesa aggregati per le esigenze del funzionamento amministrativo e didattico generale, per i compensi spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di disposizioni di legge, per le spese di investimento e per i singoli progetti da realizzare. Le spese non possono superare, nel loro complessivo importo, le entrate. Nel caso in cui in istituti di istruzioni secondaria superiore funzionino, unitamente ad altri corsi di studio di istruzione secondaria superiore, corsi di studio che richiedano beni strumentali, laboratori ed officine d'alto valore artistico o tecnologico, le maggiori risorse per il raggiungimento degli obiettivi di tali corsi, purché coerenti con il piano dell'offerta formativa (P.O.F.), confluiscono in uno specifico progetto. 6. Ad ogni singolo progetto compreso nel programma e predisposto dal dirigente per l'attuazione del piano dell'offerta formativa (P.O.F.), è allegata una scheda illustrativa finanziaria, redatta dal direttore dei servizi generali e amministrativi, di seguito denominato "direttore", nella quale sono riportati l'arco temporale in cui l'iniziativa deve essere realizzata, nonché i beni e i servizi da acquistare. Per ogni progetto, annuale o pluriennale, deve essere indicata la fonte di finanziamento, la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione e le quote di spesa attribuite a ciascun anno finanziario, fatta salva la possibilità di rimodulare queste ultime in relazione all'andamento attuativo del progetto, mediante il riporto nella competenza dell'esercizio successivo delle somme non impegnate al 31 dicembre dell'esercizio di riferimento, anche prima dell'approvazione del conto consuntivo. 7. Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l'ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all'approvazione della legge di bilancio dello Stato. 8. L'approvazione del programma comporta autorizzazione all'accertamento delle entrate ed all'assunzione degli impegni delle spese ivi previste. Le entrate accertate ma non riscosse durante l'esercizio e le spese impegnate e non pagate entro la fine dell'esercizio costituiscono, rispettivamente, residui attivi e passivi. 9. Il programma è affisso all'albo dell'istituzione scolastica entro quindici giorni dall'approvazione ed inserito, ove possibile, nell'apposito sito WEB dell'istituzione medesima.