Ancora statistiche – 11/2018

Ancora statistiche

Puntuali come sempre arrivano ogni mese le statistiche sull’andamento dei soci nei vari distretti del Kiwanis. Se qualcuno volesse avere i dati completi per l’Europa li può scaricare da qui.

Vediamo la situazione italiana.

In genere cerco di essere obiettivo, chi mi conosce sa che non sono mai stato un “partigiano”, cosa alquanto frequente nel distretto, dove si è sempre pronti a parlare male degli altri e a negare l’evidenza. (i dati italiani li potete leggere qui Italy-San-Marino nov. 2018).

Il dettaglio

Rispetto al mese di ottobre c’è un incremento netto di 27 soci, (64 dall’inizio dell’anno). Le Divisioni che hanno fatto meglio sono l’ Umbra Sabina e la Calabria Mediterranea con un incremento di 12 soci ciascuna e L’Etna patrimonio dell’umanità con 10 soci.

Appare ovvio che ci sono state anche delle defezioni visto che il totale è di 27 nuovi soci.

Si conferma quindi la tendenza del colabrodo, c’è un continuo turn over tra chi entra e chi se ne va, che vanifica molti sforzi. Come ho già detto in passato si dovrebbe lavorare di più sul mantenimento.

statistiche

I club in sofferenza

I club con meno di 15 soci continuano ad esser oltre un terzo del totale. Ad oggi non ho notizia di azioni, strategie, piani per correggere questa anomalia.

Avevo proposto, qualche anno fa, ad un governatore, di pianificare con il suo successore una azione di incentivazione e stimolo per questi club, lavorando con i LGT, ma è stato inutile.

Purtroppo si preferisce navigare a vista alla caccia del riconoscimento di …… distinto, piuttosto che fare qualcosa di concreto.

Alla fine il governatore preferì, pur di avere il riconoscimento, di cui ancora si vanta, dividere alcuni club di 40 e più soci per farne 2 da 20 soci ciascuno e creare club fantasma, che puntualmente chiusero l’anno successivo (la colpa poi sarà attribuita a chi viene dopo).

Vogliamo lavorare seriamente sul problema?

Penso che sia necessaria una seria riflessione su questo problema. Le cose non vanno troppo bene, l’ho detto e lo ripeto: a che serve fare nuovi club se altrettanti chiudono?

A che serve fare campagne acquisti se poi chi se ne va annulla di fatto l’incremento dei soci?

A che serve dare riconoscimenti per chi fa un nuovo club se non si è in grado poi di farlo crescere negli anni? Tutto ciò non ricorda certe politiche demografiche del passato, che incentivavano le nascite con premi e assegni e poi, su 10 figli arrivavano al quinto anno di vita solo 2?

Parola d’ordine

La parola d’ordine dovrebbe essere formazione e continuità.

Senza continuità non andremo da nessuna parte.Continuità d vedute tra gli officer negli anni, capaci di realizzare progetti almeno triennali.

Senza formazione non avremo soci consapevoli del loro ruolo ma solo persone alla ricerca spasmodica della soddisfazione dei propri bisogni.

 

 

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Commenti

  1. Giuseppe De Michele 7 Dic 2018
    • Francesco 8 Dic 2018
      • Giuseppe De Michele 10 Dic 2018
        • Francesco 10 Dic 2018
  2. Giuseppe De Michele 7 Dic 2018
    • Francesco 7 Dic 2018
      • Giuseppe De Michele 8 Dic 2018
  3. Dieter Weber 6 Dic 2018

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